sabato 30 marzo 2013

El portava i scarp del tennis, el parlava de per lu

Ho sentito al telegiornale della morte di Jannacci e nel servizio han ripercorso alcune sue canzoni tra cui la frase che dà titolo al post.
La cantava spesso mio papà. Ho saputo solo oggi si trattasse di una canzone di Jannacci!
Mio padre è mancato lo scorso ottobre a cavallo della notte con il cambio dell'ora. Io quella sera ero a pranzo da amici, in una località piuttosto lontata da casa. Abbiamo lasciato la cena a metà tornati a casa di corsa con le pope addormentate in macchina. Le ho messe a letto e sono andata sola di corsa in h. Pioveva forte e c'era vento. Ho passato la notte in h. in attesa di poter vedere il papà anche solo qualche minuto e in attesa di avere notizie sulla sua salute. E' stata una notte strana, irreale. Da pioggia forte a vento teso si è trasformato in vera e propria bufera. Ricordo che non si riuscivano ad aprire le porte del pronto soccorso verso l'esterno da quanto il vento faceva resistenza. Ricordo di aver guardato l'ora sul grande orologio sopra la reception e segnava le due, di aver riguardato esattamente un'ora dopo e segnava la stessa ora. Lì per lì ho pensato fosse rotto, solo in un secondo momento ho collegato all'ora solare. Quel salto nel tempo, quel tunnel temporale si è portato via il mio papà in un mondo a me sconosciuto, in un posto lontano che non si sa se esiste. Sono rimasta sospesa in quel vuoto per tutti questi mesi. Ho dovuto scontrarmi con la realtà che il papà non c'è più, ne ho preso atto ma a volte ancora non me ne rendo conto. Spesso mi accorgo di avere pensieri come se fosse uscito da poco e mi aspetto di vederlo entrare dalla porta da un momento all'altro. Spesso mi trovo a pensare "devo raccontare questa cosa al papà" e poi realizzo che non lo posso fare.
Oggi è una giornata strana per me. C'è nuovamente il cambio dell'ora, nuovamente pioggia incessante e un poco di vento. Stasera si torna all'ora legale. Questa giornata ricorda moltissimo quella notte. E la mente va laddove non dovrebbe andare e anela cose in cui non può sperare. Mi son trovata a dirmi che sarebbe fantastico se questo nuovo salto nel tempo mi rendesse il papà. In qualche modo oggi si chiude un ciclo.

venerdì 29 marzo 2013

Vacanza

Oggi sono a casa. Vacanza forzata. Scuola materna e nido chiusi da ieri fino a martedì inclusi. Calendario sempre pro genitori che lavorano. Sembran dire "vediamo che ti inventi stavolta". Ieri è venuta in soccorso la nonna. Oggi sono a casa io. Martedì non si sa. Lavorare tutta mattina da casa con entrambe le pope qui è mission impossible. In questi casi si fa lo stretto indispensabile ovvero le scadenze di fine mese. E meno male che sono lavoratrice autonoma e posso permettermi il lusso di stare a casa se necessita e recuperare in orari non consueti. Mi trovo a pensare che se fossi stata dipendente avrei già perso il posto di lavoro da tempo.
Tra due gg è Pasqua e complice il tempo brutto non abbiamo ancora ben definito come festeggeremo, cosa faremo, dove andremo. Pasqua si pensava una grigliata in compagnia. La grigliata tra Pasqua e Pasquetta è tappa obbligata e desiderata. Di solito uno dei due gg si fa anche una bella gitarella ma il meteo promette veramente male. Con le pope cmq è sempre festa anche se non si fa nulla di speciale, per loro è già speciale aprire l'uovo e giocare con quel che ci trovano dentro. Ci faremo contagiare dal loro entusiasmo.
Buona Pasqua.

venerdì 22 marzo 2013

Sono ancora in vita ^__^

Altro che blocco dello scrittore! Difficile riprendere il filo del discorso. Ci eravamo lasciati a Carnevale e ci ritroviamo prima di Pasqua :)) Eravamo nel pieno di malattie dal quale siamo state esentate per quasi un mese. Un mese di grazia. Per poi tornarci dentro in pieno con Lolina. Issa invece va alla grande (corna e scongiuri) merito, credo, di una cura che le sto facendo. Se per Lola che è al suo primo anno di comunità è piuttosto normale che si ammali periodicamente con Issa quel mese e mezzo di malattie consecutive mi suonava da campanello di allarme. Complice il fatto che la vedevo sbattuta, fiacca e bianca bianca. Ne ho parlato con la sua pediatra ma non ne ho ricavato nulla. Le ho chiesto di farle fare degli esami del sangue motivando il perché ma a suo giudizio non era sufficiente. Perché bucarla? Come sempre ha vinto il fai da te. Sono partita da un problema specifico che secondo me era da non sottovalutare e ho fatto ricerche in merito. e ho trovato riscontro a mie teorie. Cosa che la pediatra aveva banalizzato come sempre. Concentrandomi su questo ho poi trovato una "cura" (tra virgolette perché trattasi di rimedi naturali non medicinali) che agisce su più fronti segnalata da un pediatra e l'ho messa in atto. E mi è cambiata da subito la situazione. Innanzitutto è sparito quel pallore cadaverico e la tata ha ritrovato energie. E' rifiorita. E, soprattutto, non si è più ammalata per ogni soffio di vento.
Più complesso con la piccola che non ha problemi specifici se non il dover venire a contatto con batteri e virus e farsi il suo storico.
E siam così passati nelle sole ultime tre settimane per l'ennesimo virus intestinale, una sospetta infezione alle vie urinarie (che poi non è stata ma c'era questa febbricciattola onnipresente non meglio precisata) e per finire laringite. Tre week end consecutivi perché qui le malattie si palesano ogni venerdì.
Ma non è questo a frenarmi dallo scrivere. E' che non ho neanche tempo per capire come mi chiamo.
Al lavoro c'è sempre un gran daffare e non riesco a ritagliarmi spazi per nulla. Mandare avanti la casa e tutte le attività delle pope richiede gran parte delle mie energie fino a tarda sera e mi resta ben poca voglia e tempo di dedicarmi ad altro.
Negli spazi di lucidità penso a tutto ciò che vorrei (ri)iniziare a fare. Tipo fare con costanza attività fisica. Vorrei inserire la corsa in pausa pranzo almeno due vv a settimana. E se ci scappa una tappa anche di domenica col marito sempre che qln sia disposto a tenerci le pope per un'oretta tutta nostra.
Non ho ancora iniziato per vicende varie ma conto di trasformarlo da buon proposito a fatto compiuto.
Sono anche in fase riorganizzazione armadi di casa. Che mi sta portando via parecchie gg anche perché faccio un pezzo per vv non avendo mai tante ore consecutive da potergli dedicare.
Ho preso tutti i vestiti di Lola da quando è nata e smesso tutti quelli inutilizzabili e fatto un bel enorme borsone da dare via. Che ho già dato per non avere ripensamenti in merito. Ci sono però alcuni vestiti che ho trattenuto, che non le vanno più bene, di taglia piccola, che non userò mai più ma che non riuscivo a lasciare andare. Questione affettiva. Mi ricordano ancora tanto il suo primo anno di vita e boh tenere quei vestiti è come tenere vivo il ricordo di questo suo primo anno. Verrà un gg in cui sarò pronta a separarmene.
Cresce troppo in fretta questa seconda pupetta non mi lascia neanche il tempo di rendermene conto.
Un'ultima novità è che Issa è stata presa a scuola nell'istituto dove l'ho iscritta a breve ci imbarcheremo in questa nuova avventura. Siamo elettrizzate e ansiose nello stesso tempo.
Ecco è tutto. Il ghiaccio è rirotto, spero di essere più presente. 

lunedì 4 febbraio 2013

Non passa più

Sono giornate pesanti e anche un filo deprimenti. Siamo entrati nel ciclo delle malattie a moto continuo e non ne usciamo. Ci siamo dentro da un mese e mezzo abbondante. Le pope si danno il cambio, prima l'una poi l'altra e si tira avanti così. Nel mese di gennaio se non ci fosse stata la nonna ad aiutarmi non so quanti gg consecutivi avrei potuto lavorare. Sono specialista negli imprevisti, tipo quelli che ti alzi la mattina pronta per iniziare la giornata e ti accolgono ben due bimbe vomitanti. Il buongiorno si vede sempre dal mattino. Ho una borsa lavoro viaggiante. Una borsa assai pesante che porto al lavoro alla mattina e porto a casa ogni sera con dentro tutto l'indispensabile per creare un mini ufficio ovunque. Se non puoi combattere il tuo nemico, unisciti a lui. C'è che per quanto io possa essere preparata e organizzata le malattie scombussolano sempre tutto e resto indietro sia a casa che al lavoro. Sono ben 3 o 4 week end che non si fa nulla di divertente ma già che ci tocca stare chiusi in casa porto avanti tutto quel che non riesco in settimana così che diventano giorni pesanti e lunghi. Seppur anche oziosi perché ieri ad esempio son rimasta a lungo col pigiama.
E oggi è un altro giorno no, e siamo a febbraio. Non passa più.

mercoledì 30 gennaio 2013

piccole promesse

Non ho fatto una lista dei buoni propositi per l'anno nuovo. Cioé si, mentalmente si, ci sono tanti aspetti della vita da migliorare, come donna, come lavoratrice, come mamma. Si può e si deve sempre migliorarsi.
Mi sono fatta un unico appunto che vorrei cercare di mettere in opera : dedicarmi di più a me stessa : alla mia persona, ai miei interessi, in due parole "a me".

Si possono fare discorsi infiniti ma alla fin della fiera se sei una donna che lavora, bada alla casa (ho la pessima abitudine anche di stirare), gestisce due pope e le loro mille attività e malattie, il tempo per te stessa è ridotto ai minimi termini.

Allora ecco qui la mia lista per riprendere a sentirmi bene con me stessa :

1) Almeno una vv a settimana fare cose che mi divertano. Nel senso più ampio del termine e che include tutto hobbies, interessi, gioco. Fare un qls solo per il gusto di farlo.
2) far crescere le unghie delle mani. Gli do una rilevanza importante perché proprio non mi riesce più. Sono fragili, si spezzano e brutte da vedersi.
3) riprendere un'attività fisica con costanza per un paio di vv alla settimana.
4) Cura del lato estetico con maggior frequenza e regolarità (inteso parrucchiera, estetista, queste cose qui insomma)
5) shopping. Che sta diventando veramente un caso impossibile. La maggior parte delle volte che esco a far compere acquisto per le pope. Hanno molte necessità e metto sempre loro in primo piano dicendomi poi io mi arrangio finendo per non riuscire mai ad incastrare i tempi per comprarmi qualcosa.

Piccole cose che dovrebbero essere lo standard di vita ma che ultimamente non mi escono tanto bene.

Saranno promesse da marinaio?





venerdì 25 gennaio 2013

Ma i capricci esistono ?

In qualche blog ho visto che si parla di capricci in relazione a blog tank di donna moderna e vorrei provare a parteciparvi anch'io (lo si può fare scrivendo un post e segnalandolo qui). Veramente ho capito solo ora che tutti i bei post sulla conciliazione casa/lavoro partivano dalla stessa iniziativa quindi vi ho partecipato inconsapevolmente. Sarò un po' tardona ?

Lola è troppo piccola per parlare di capricci. Ha 17 mesi e stiamo entrando nella "bella" fase dei no. Ma non capricci. No a prescindere. Tranne per il mangiare. Lì risponde sempre Si! :P

Con Issa qualche capriccetto di tanto in tanto l'ho gestito. Per la verità non molti. Forse perché non li consento e li blocco sul nascere. O forse perché sono profondamente convinta che i capricci fini a se stessi non esistano o ci siano solo in occasioni rare e che la maggior parte delle volte reazioni anomale nascondano un disagio del pupo.

Per Issa è (quasi) sempre stato così. Ogni qual volta mi scontravo con una sua reazione oppositiva c'era quasi sempre un perché dietro. E con tanta pazienza e forza di volontà, a poco a poco, il problema lo si tirava fuori con le pinze.

Di capriccio vero e proprio ne ricordo solo uno, risale a maggio dello scorso anno quindi 5 anni giusti giusti. In un negozio di abbigliamento per bambini. In quell'occasione voleva comprare tutto ciò che vedeva nel negozio : da mollettine, a borsettine, a braccialetti. Non aveva le idee ben chiare. Tutto ciò su cui posava gli occhi era oggetto di desiderio. E partiva la richiesta. Saremmo pure potute scendere a patti nel caso in cui ci fosse stato un unico oggetto dei desideri e veramente anelato. Ma in quell'occasione si capiva chiarametne che non desiderava niente e, al contempo, tutto. Quindi di buttare via soldi in un qls che probabilmente avrebbe suscitato interesse per i successivi due secondi non mi andava. Ho così risposto no a tutte le sue richieste. Spiegando e motivando come mio solito fare.
Spiegazioni non accettate e rilanciate a suon di capriccio. Il suo primo vero capriccio.
Mi ha fatto una bella sceneggiata nel mezzo del negozio. Ci guardavano tutti. Ero molto imbarazzata e mi vergognavo tantissimo. Son certa che al mio posto una parte di genitori l'avrebbe sculacciata seduta stante un'altra parte avrebbe comprato qls pur di farla tacere e non far figure perché la situazione era una di quelle da "brutta bacarozza"alla homer simpson. Pur vergognandomi molto del momento e desiderando intensamente diventare invisibile all'istante (insomma una di quelle tipiche scene dove dici "mio figlio mai") sono rimasta sulle mie posizioni. Il no è rimasto no nonostante tutte le sue provocazioni. Dal pianto al "lovogliolovogliolovoglio" a prendere possesso dell'articolo e non lasciarlo più con conseguente sceneggiatone in cassa per farlo rimettere al posto. Uscita dal negozio le ho detto tutto quel che avevo da dire in merito comunicandole che una piazzata del genere non l'avrei mai più voluta vedere e che non la accetto. Tra le tante frasi le ho anche detto che se spera di ottenere con me un qls tramite il capriccio ha proprio capito male, così non otterrà mai niente.
Mi ha fatta molto sorridere perché lei candidamente mi ha risposto "mamma ma io non lo sapevo che se io facevo i capricci tu non me lo compravi lo stesso". Direi una bella e chiara ammissione di colpa. Allora lo facevi apposta grrrrr.
Ecco questo il capriccio più eclatante, quello degno di questo nome.

martedì 22 gennaio 2013

dell'iscrizione alla scuola primaria ...

Tra un server intasato che ti butta fuori ogni cinque sec, ormoni di mamma in subbuglio, tristezze post riunione per i genitori - in questo clima - ho iscritto Issa a scuola!
Da leggersi con i lacrimoni perché l'emozione era tanta : la mia "piccolina" andrà a scuola! Inizia un'altra avventura per noi. E ne siamo, e presumo saremo, entrambe entusiaste.
Abbiamo la fortuna, pur abitando in un paese non a così alta densità di popolazione di avere ben quattro istituti statali presenti in loco. Uno proprio vicino casa, l'altro vicino all'attuale scuola materna/nido (perché per complicarmi poco la vita la materna sotto casa l'abbiamo proprio snobbata) le altre due site in due frazioni.
La scuola vicino casa è innovativa, sperimentale, con un sito internet aggiornatissimo, con tante sezioni utili e ricco di informazioni. Me lo sono guardata tutto, aperto tutti i video, studiati i progetti. Mi ha "virtualmente" entusiasmata molto. Mi sono poi scontrata con la riunione per i genitori che non mi ha portato le informazioni che speravo. Era perlopiù redatta sulla compilazione della domanda e le tipologie di offerte di orario effettuate dalla scuola (tempo pieno e stop). Sono rimasta un filo delusa e ancora desiderosa di attingere informazioni dalla scuola aperta (che ci sarà questo sabato). Nel frattempo con Issa abbiamo partecipato alla scuola aperta dell'altro istituto. D'impostazione più tradizionale. Partito svantaggiato nel confronto, ci ha però sorpreso favorevolmente e le insegnanti, seppur non tutte quelle che abbiamo conosciuto saranno delle prime, ci hanno fatto un'ottima impressione. La valutazione fatta dei due istituti è stata molto ampia, su più livelli e siam giunti alla conclusione che, contrariamente al mio entusiasmo iniziale, la scuola che ci confaceva di più sembrava essere quella tradizionale, quella più lontana da noi, ma anche quella dove Issa avrebbe ritrovato i suoi compagni di asilo.
Forte delle mie recenti considerazioni, con questo spirito ieri sono andata alla riunione dei genitori, sentendomi prossima all'iscrizione.
Sono tornata a casa piuttosto amareggiata. Innanzitutto la nostra domanda parte già con -10 punti in graduatoria perché, sebbene la legge consente di iscrivere i pupi dove pare ai genitori ovvero in una qualsiasi scuola, la direttrice stilerà la graduatoria con stradario alla mano (parole sue) e quindi avranno 10 punti in più tutti coloro che risiedono nei pressi della scuola. 10 punti in meno a coloro che nelle cui vicinanze hanno un altro istituto scolastico. Cioè noi. (peccato che questa regola ce l'abbia solo questo istituto, quello vicino a noi non usa il criterio stradario quindi contrariamente uno che abita vicino all'altra scuola se volesse venire in quella vicino alla mia abitazione, a parità di altri criteri, otterrebbe il mio stesso identico punteggio.). Vabbé prendo atto e becchiamo questo -10.
Ho dovuto quindi compilare la domanda inserendo una seconda scelta di scuola, quella più vicino a noi, di modo che se non rientreremo in graduatoria nella prima in automatico ci assegneranno un posto di diritto nel secondo istituto diversamente, pare, saremmo dovuti andare a mendicare un posto ove ve ne fosse stato qualcuno disponibile frustandoci anche ripetutamente per non aver scelto con maggior criterio.
Quel che mi ha fatta davvero rattristare è l'aver saputo che dall'anno prossimo tutti gli istituti del territorio, secondarie incluse, verranno conglobati in un unico istituto comprensivo che sarà sotto un'unica direzione. Che la finalità di questo accorpamento è ridurre nuovamente e notevolmente le spese, tagli su tagli. Che da l'anno scorso diverse maestre di ruolo sono state ricollocate nelle frazioni lasciando le precarie nella sede, che quest'anno ne ricollocheranno altre, lasciando ancora più precarie e tante tante altre notizie che facevano cadere le braccia per terra.
Quel che proprio mi ha lasciata delusa è che io "mamma alle prime armi con la scuola" ho passato intere settimane se non mesi a studiarmi le due scuole, a studiarmi i metodi educativi (perché profondamente diversi) a cercare di capirne i risultati ottenuti, a valutare, confrontarmi, informarmi per esser certa di fare la scelta più confacente alla personalità di mia figlia, alla nostra famiglia, alle nostre esigenze. Ho fatto una testa tanta al marito con tutte le mie considerazioni che se ancora sente nominare la parola scuola credo mi cucia direttamente la bocca. E tutto questo non è servito ad un tubo!. Qualsiasi decisione io avessi preso in questi gg, dall'anno prossimo non servirà ad un ciuffolo poiché ci sarà una rivoluzione totale che vedrà accorparsi n. istituti, l'inserimento di un nuovo dirigente che passerà da una gestione di 900 alunni ad una di 1600 alunni. Non esisterà più metodo tradizionale metodo sperimentale ma nuovo metodo da definirsi a seconda delle nuove disposizioni, tagli, ricollocamenti e chi più ne ha più ne metta. Di conseguenza chi vivrà, vedrà.
Che non è detto che deve andare per forza di cose male anche se le premesse emerse nel corso della riunione di ieri non sono state le migliori ma ad ogni modo ci sarà un bel pandemonio in progress.
In questo clima sfiduciato ho iscritto Issa al suo primo anno di scuola. (in quale scuola non è ancora dato sapersi, vedremo che ne pensa lo stradario). Per farla breve .. ridatemi la scuola dell'infanzia!